Regione Lombardia, con DGR n. XII/4795 del 28/07/2025, ha stabilito nuove indicazioni operative per la gestione della rete d’offerta sociale.
Gli interessati ad avviare un’unità di offerta nell’Ambito Territoriale Cremonese devono presentare la CPE – Comunicazione Preventiva d’esercizio (corredata dalla documentazione prevista), tramite i SUAP comunali.
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Le unità d’offerta sociali operano nell’ambito della programmazione regionale e locale e nel rispetto di regole che definiscono i requisiti per il loro esercizio:
Cliccando sul link è possibile scaricare un breve documento che illustra la procedura di CPE alla luce della nuova normativa regionale: CLICCA QUI
Per avviare una attività che riguardi un servizio socio-assistenziale di quelli indicati da Regione Lombardia bisogna presentare una CPE.
La CPE – ovvero la Comunicazione Preventiva di Esercizio – è stata introdotta da Regione Lombardia con l’articolo 15 comma 1 della legge regionale 3/08.
Tale Comunicazione sostituisce a tutti gli effetti l’autorizzazione al funzionamento prevista dalla legge regionale 1/86 che con la stessa legge 3/08 viene abrogata.
La CPE è l’atto indispensabile per l’avvio dell’esercizio delle Unità di Offerta Sociale pubblica e privata e sostituisce a tutti gli effetti l’Autorizzazione al funzionamento.La CPE abilita l’Ente Gestore, pubblico o privato, ad intraprendere da subito l’attività. La fase di vigilanza dell’ATS sarà la verifica del servizio in esercizio.
La normativa comporta la responsabilità diretta ed esclusiva del gestore della UDOS, in ragione di quanto dichiarato in sede di presentazione.
Non basta però per operare per conto del servizio pubblico o per stipulare con l’Ente pubblico contratti o convenzioni: in quel caso sarà necessario procedere con l’Accreditamento.
La CPE deve essere presentata in caso di:
- messa in esercizio di unità d’offerta afferenti alla rete sociale, da intendersi come allestimento di tutte le misure organizzative, gestionali e strutturali necessarie per iniziare l’attività;
- variazione della capacità ricettiva dell’unità d’offerta, da intendersi come aumento o riduzione della capacità di accoglienza o di erogazione dei servizi o delle prestazioni;
- trasformazione di unità d’offerta esistenti, da intendersi come modifica della tipologia dell’unità d’offerta tra quelle individuate dalla Regione;
- trasferimento in altra sede di unità d’offerta esistenti, da intendersi come modifica della sede in cui è svolta l’attività, anche quando ciò avviene all’interno dello stesso stabile o dello stesso Comune ed a prescindere dalla sede legale dell’ente gestore;
- cambiamento del soggetto gestore, anche per effetto di eventi estintivi di quello precedente: nel caso di persone giuridiche private può trattarsi delle ipotesi di scioglimento, fusione per incorporazione o mediante costituzione di un nuovo ente. Nel caso di enti pubblici, può trattarsi di successione tra enti, anche per effetto di intervenute modifiche del quadro normativo di riferimento. Nel caso di soggetti del terzo settore, può trattarsi anche di modifiche dello statuto che intervengano sugli scopi sociali.
La CPE non deve essere presentata in caso di:
- cambio della persona del Legale Rappresentante o dell’Amministratore del soggetto gestore;
- sperimentazione di un’unità d’offerta innovativa non rientrante nella rete regionale, da concordare con il Comune di ubicazione e Azienda Sociale Cremonese;
- messa in esercizio di attività sociali tra quelle previste dall’art. 3 – comma 2 – della Legge n.3/2008 e non rientranti nella rete regionale;
- cessazione dell’attività.
Il gestore deve, comunque, garantire il rispetto delle Leggi Regionali o Nazionali in materia di Igiene e Sanità Pubblica, di Sicurezza degli Impianti, di Urbanistica-Edilizia e, nel caso di utilizzo di personale dipendente, il rispetto di quanto stabilito in materia di rapporti di lavoro dalla normativa vigente.
Regione Lombardia, con DGR n. XII/4795 del 28/07/2025, ha stabilito nuove indicazioni operative per la gestione della rete d’offerta sociale.
Gli interessati ad avviare un’unità di offerta nell’Ambito Territoriale Cremonese devono presentare la CPE – Comunicazione Preventiva d’esercizio (corredata dalla documentazione prevista), tramite i SUAP comunali.
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La domanda e la documentazione allegata verrà trasmessa dal SUAP a:
- Azienda Sociale Cremonese – PEC aziendasocialecr@pec.it
- ATS della Val Padana – PEC: protocollo@pec.ats-valpadana.it
e per conoscenza a:
- Sindaco del Comune di ubicazione dell’Unità d’Offerta Sociale
Lo Sportello unico di Azienda Sociale Cremonese fornisce ai soggetti pubblici e privati, informazioni e consulenza in merito alla normativa, agli adempimenti e alla predisposizione della documentazione necessaria per avviare una Unità di Offerta Sociale.
Entro 30 giorni dalla presentazione della CPE, Azienda Sociale Cremonese – a nome e per conto del 48 Comuni dell’Ambito distrettuale cremonese – provvede a verificare la completezza della comunicazione e di quanto dichiarato, nonché la presenza dei certificati relativi ai requisiti soggettivi, e funge da tramite e relazione con i servizi di vigilanza dell’ASL di competenza.
Entro 75 giorni dalla richiesta di Azienda Sociale Cremonese, l’ATS Val Padana è tenuta a dare esito dell’attività di vigilanza, inviando il verbale del sopralluogo sia all’Ente gestore che all’Azienda Sociale Cremonese.
Se l’esito è positivo, la procedura di CPE si conclude con la comunicazione di esito da parte di Azienda Sociale Cremonese.
Azienda Sociale Cremonese, a fronte di presentazione di una CPE incompleta o di avvio di attività in mancanza di requisiti minimi previsti ed in ragione delle valutazioni del servizio di vigilanza di ATS Val Padana, stabilirà a seconda dei casi: a) un termine per l’integrazione della documentazione, b) un termine per il rispetto integrale dei requisiti oppure, il Comune territorialmente competente, stabilirà c) l’inibizione immediata dell’attività.
La CPE non necessita di alcun ulteriore atto formale di autorizzazione o assenso da parte del Comune di ubicazione del servizio.
Per avviare una Unità d’Offerta Sociale nell’Ambito cremonese è necessario presentare la CPE al SUAP del Comune di ubicazione della UDOS. Il SUAP provvederà a trasmetterla ad Azienda Sociale Cremonese e agli altri destinatari.
Documentazione da scaricare e presentare al SUAP:
- Modello CPE modulo base con le dichiarazioni sostitutive del Legale Rappresentante (contenente anche All. 5-FTE — obbligatoria per l’inserimento in AFAM);
- Modelli fac-simile documentazione di sede — elenchi del personale e degli utenti per tipologia di servizio (SFA, UDO diurne, UDO residenziali, UDO residenziali per minori), da predisporre e tenere disponibili presso la sede della UDOS per il sopralluogo ATS
Documentazione da tenere presso la sede della UDOS (non va trasmessa al SUAP — sarà richiesta da ATS Val Padana in occasione del sopralluogo di verifica dei requisiti di esercizio):
Per ciascuna tipologia di UDOS la normativa regionale di riferimento definisce i requisiti strutturali, organizzativi e gestionali che devono essere posseduti e documentati alla data di avvio dell’attività. La relativa documentazione non va allegata alla CPE ma deve essere disponibile in sede per il sopralluogo ATS.
Si invita pertanto a consultare la sezione relativa alla specifica UDOS che si intende attivare:
Note in merito all’apertura di Centri Ricreativi Diurni
Gli Enti gestori delle unità d’offerta normate da Regione Lombardia – Centri Ricreativi Diurni per minori (DGR. n. 11496 del 17/03/2010) – dovranno presentare comunicazione di riapertura/avvio attività per la realizzazione di attività ludico-espressive rivolte a minori durante il periodo estivo.
La comunicazione di riapertura/avvio di attività deve essere trasmessa ad Azienda Sociale Cremonese all’indirizzo PEC aziendasocialecr@pec.it.
Alla comunicazione di riapertura/avvio attività è necessario allegare:
- Carta dei Servizi dell’attività estiva
- Calendario giornata tipo
- copia documento d’identità del richiedente
I Centri Ricreativi Diurni di nuova costituzione o che presentano modifiche rispetto agli anni precedenti relativamente a trasferimento in altra sede oppure cambio del soggetto gestore per realizzare attività per minori durante il periodo estivo devono necessariamente presentare la Comunicazione Preventiva di Esercizio (CPE) e relativi allegati per essere unità d’offerta sociale “Centro Diurno per Minori”.
Per comunicare variazioni relative a una Unità d’Offerta Sociale già in esercizio — modifica del Legale Rappresentante, sospensione temporanea, cessazione dell’attività o modifiche degli spazi interni — il soggetto gestore utilizza il modulo di comunicazione variazioni e lo trasmette direttamente ad Azienda Sociale Cremonese e ad ATS Val Padana, con copia al Sindaco del Comune di ubicazione.
NORMATIVA GENERALE
- DGR XII/4795 DEL 28/07/2025 – Indicazioni operative per la gestione della rete d’offerta sociale – NEW
- Legge Regionale 12 marzo 2008 , n. 3 – “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”
- Delibera 7437 del 13 giugno 2008 – “Determinazione in ordine all’individuazione delle unità di offerta sociali ai sensi dell’articolo 4 comma 2 della l.r. 3/2008”
- Delibera 7438 del 13 giugno 2008 – “Determinazione in ordine all’individuazione delle unità di offerta sociosanitarie ai sensi dell’articolo 5 comma 2 della l.r. 3/2008”
- Indicazioni operative per l’esercizio e l’accreditamento delle Unità di offerta sociali
- Requisiti e criteri di accreditamento delle Unità di offerta sociali
- DELIBERAZIONE di Regione LOMBARDIA N° XI / 6443 del 31/05/2022 ad Oggetto INDICAZIONI circa le FIGURE PROFESSIONALI SOCIO EDUCATIVE CHE OPERANO NELLE UNITÀ di OFFERTA SOCIALE.
- Chiarimenti in ordine ai requisiti organizzativi/gestionali dei servizi educativi per la prima infanzia (Protocollo J2.2022.0018011 del 28/06/2022 Regione Lombardia)
- CIRCOLARE REGIONALE n. 2 del 15/12/2022 – “Indicazioni in ordine all’attività di vigilanza e controllo sul possesso/mantenimento dei requisiti di esercizio previsti dalla normativa regionale per le unità d’offerta sociale”
- CIRCOLARE REGIONALE del 23/03/2023 – “Indicazioni in ordine al requisito della reperibilità notturna nelle Comunità educative genitore figli, ai titoli di studio dell’operatore socio educativo e al criterio di arrotondamento in relazione all’incremento del numero di iscritti negli asili nido”
- Nota prot. J2.2023.0032228 del 1 giugno 2023 – “Indicazioni applicative in merito al rafforzamento del sistema di accoglienza dei minori ai sensi dell’Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 994 del 11 maggio 2023”
AREA PRIMA INFANZIA E MINORI
- DGR 18 febbraio 2020, n. XI/2857 – “Evoluzione della rete di unità d’offerta per minori in difficoltà”
- DGR 18 febbraio 2020, n. XI/2857 – Primi chiarimenti – 1 Luglio 2021
- DGR 9 marzo 2020, n. XI/2929 – “Revisione e aggiornamento dei requisiti per l’esercizio degli asili nido: modifica della d.g.r. 11 febbraio 2005, n. 20588”
- Nota regionale: “Prime indicazioni in ordine alla applicazione dei requisiti di esercizio di cui all’allegato a) della DGR 2929 del 9 marzo 2020”
- DGR 16 febbraio 2005, n. 7/20762 – “Definizione dei requisiti minimi strutturali e organizzativi per l’autorizzazione al funzionamento dei servizi sociali di accoglienza residenziale per minori (COMUNITA’ EDUCATIVE – COMUNITA’ FAMILIARI – ALLOGGI PER L’AUTONOMIA)”
- DGR 16 febbraio 2005, n. 7/20943 – “Definizione dei criteri per l’accreditamento dei servizi sociali per la prima infanzia, dei servizi sociali di accoglienza residenziale per minori e dei servizi sociali per persone disabili (COMUNITA’ EDUCATIVE – COMUNITA’ FAMILIARI – ALLOGGI PER L’AUTONOMIA – ASILI NIDO – MICRO NIDI – CENTRI PRIMA INFANZIA – NIDI FAMIGLIA)”
- DGR 11 febbraio 2005, n. 7/20588 e Circ. 45 del 18 ottobre 2005 – “Definizione dei requisiti minimi strutturali e organizzativi di autorizzazione al funzionamento dei servizi sociali per la prima infanzia (ASILI NIDO – MICRO NIDI – CENTRI PRIMA INFANZIA – NIDI FAMIGLIA)”
- DGR 17 marzo 2010, n. 11496 – “Definizione dei requisiti minimi di esercizio dell’unità di offerta sociale “Centro Ricreativo Diurno per Minori”
- DCR IV/871 del 23 dicembre 1987 – “Piano Socio Assistenziale Regionale 88-90 (CENTRI DI AGGREGAZIONE GIOVANILE – CENTRI RICREATIVI DIURNI)”
- D.G.R. 27 novembre 2023 – n. XII/1428 – “Definizione dei criteri di accreditamento per i servizi educativi per la prima infanzia”.
AREA DISABILITA’
- Delibera 7433 del 13 giugno 2008 – “Definizione dei requisiti minimi per il funzionamento delle unità di offerta sociale “servizio di formazione all’autonomia delle persone disabili”
- DGR 16 febbraio 2005, n. 7/20763 – “Definizione dei requisiti minimi strutturali e organizzativi per l’autorizzazione al funzionamento dei servizi sociali per le persone disabili”
AREA ANZIANI
- DGR X/7776 del 17/01/2018 – “Istituzione Unità d’Offerta del Sistema Sociale “Comunità Alloggio Sociale Anziani” (C.A.S.A.)
- DCR IV/871 del 23 dicembre 1987 – Piano Socio Assistenziale Regionale 88-90 (CENTRI DIURNI PER ANZIANI)
- DCR V/1439 dell’8 marzo 1995 – Progetto-obiettivo anziani per il triennio 1995/1997 (CENTRI DIURNI PER ANZIANI)
- DGR 17 marzo 2010, n. VIII/11497 – “Definizione dei requisiti minimi di esercizio dell’unità di offerta sociale “Alloggio protetto per anziani”


