In Lombardia, la risposta ai bisogni di assistenza delle persone e delle famiglie è fornita da un sistema integrato di servizi, di prestazioni, anche di sostegno economico, e di strutture territoriali, domiciliari, diurne e residenziali, nel rispetto del principio della libertà di scelta.

Tutto il sistema, con la rete di unità che forniscono prestazioni sociali - da qui in poi chiamate “unità di offerta sociali” o "UDOS" - è disciplinato da una legge regionale 3/2008 - Governo della rete.

Le unità d’offerta sociali operano nell’ambito della programmazione regionale e locale e nel rispetto di regole che definiscono i requisiti per il loro esercizio.

Le unità di offerta sociali sono differenti per utenza e per tipologia di servizio.

La legge contempla la possibilità che soggetti pubblici e privati possano svolgere attività sociali, mediante l'attivazione di servizi, anche sperimentali, che non sono inseriti nella rete delle unità d’offerta sociale della Lombardia, purché ciò avvenga nel rispetto delle normative in vigore.

NORMATIVA GENERALE

UDOS MINORI

  • Comunità Educative
  • Comunità Familiari
  • Alloggi per l’Autonomia
  • Centri di Aggregazione Giovanile
  • Centri Ricreativi Diurni

Normativa di riferimento:

  • DGR 16 febbraio 2005, n. 7/20762 – Definizione dei requisiti minimi strutturali e organizzativi per l’autorizzazione al funzionamento dei servizi sociali di accoglienza residenziale per minori (COMUNITA’ EDUCATIVE – COMUNITA’ FAMILIARI – ALLOGGI PER L’AUTONOMIA)
  • DGR 16 febbraio 2005, n. 7/20943 – Definizione dei criteri per l’accreditamento dei servizi sociali per la prima infanzia, dei servizi sociali di accoglienza residenziale per minori e dei servizi sociali per persone disabili (COMUNITA’ EDUCATIVE – COMUNITA’ FAMILIARI – ALLOGGI PER L’AUTONOMIA – ASILI NIDO – MICRO NIDI – CENTRI PRIMA INFANZIA – NIDI FAMIGLIA)
  • DGR IV/871 del 23 dicembre 1987 – Piano Socio Assistenziale Regionale 88-90 (CENTRI DI AGGREGAZIONE GIOVANILE – CENTRI RICREATIVI DIURNI)
  • DGR 17 marzo 2010, n. 11496 – Definizione dei requisiti minimi di esercizio dell’unità di offerta sociale “Centro Ricreativo Diurno per Minori”

Modulistica: Comunicazione Preventiva d’Esercizio – Servizi Minori

UDOS PRIMA INFANZIA

  • Asili Nido
  • Micro Nidi
  • Centri Prima Infanzia
  • Nidi Famiglia

Normativa di riferimento:

  • DGR 16 febbraio 2005, n. 7/20943 – Definizione dei criteri per l’accreditamento dei servizi sociali per la prima infanzia, dei servizi sociali di accoglienza residenziale per minori e dei servizi sociali per persone disabili (COMUNITA’ EDUCATIVE – COMUNITA’ FAMILIARI – ALLOGGI PER L’AUTONOMIA – ASILI NIDO – MICRO NIDI – CENTRI PRIMA INFANZIA – NIDI FAMIGLIA)
  • DGR 11 febbraio 2005, n. 7/20588 e Circ. 45 del 18 ottobre 2005 – Definizione dei requisiti minimi strutturali e organizzativi di autorizzazione al funzionamento dei servizi sociali per la prima infanzia (ASILI NIDO – MICRO NIDI – CENTRI PRIMA INFANZIA – NIDI FAMIGLIA)

Modulistica: Comunicazione Preventiva d’Esercizio – Prima infanzia

UDOS DISABILITA'

  • Comunità Alloggio
  • Centri Socio Educativi (CSE)
  • Servizio di Formazione all’Autonomia per persone disabili (SFA)

 

Normativa di riferimento:

  • Delibera 7433 del 13 giugno 2008 – Definizione dei requisiti minimi per il funzionamento delle unità di offerta sociale “servizio di formazione all’autonomia delle persone disabili”.
  • DGR 16 febbraio 2005, n. 7/20763 – – Definizione dei requisiti minimi strutturali e organizzativi per l’autorizzazione al funzionamento dei servizi sociali per le persone disabili

Modulistica: Comunicazione Preventiva d’Esercizio – Servizi per disabili

UDOS ANZIANI

  • Centri Diurni
  • Alloggio Protetto Anziani
  • Comunità Alloggio Sociale Anziani (C.A.S.A.)

Normativa di riferimento:

Modulistica: Comunicazione Preventiva d’Esercizio – Servizi per anziani

COME INIZIARE L'ATTIVITA'

Le modalità di esercizio delle unità di offerta sociali sono disciplinate dall'art. 15 della l.r. 3 del 12 marzo 2008, così come integrata dalla l.r. 23 dell'11 agosto 2015, il quale prevede che venga presentata una Comunicazione Preventiva di Esercizio (CPE) che certifichi da parte del gestore, il possesso dei requisiti previsti dalle disposizioni regionali.

La CPE deve essere indirizzata contestualmente a:

  • Azienda Sociale del Cremonese 
  • Responsabile Direzione – Servizio Accreditamenti e Controlli Sociosanitari  - ATS della Val Padana
  • al Comune ove è ubicato il servizio in oggetto

L' Azienda Sociale del Cremonese è delegata a svolgere le funzioni di prima verifica, qualora l'attività preveda una ubicazione in uno dei 47 Comuni dell'Ambito Territoriale di Cremona.

COMUNICAZIONE PREVENTIVA DI ESERCIZIO (C.P.E.)

La Comunicazione Preventiva di Esercizio (C.P.E.) è l’atto indispensabile per l’avvio dell’esercizio delle Unità di Offerta Sociali e sostituisce a tutti gli effetti l’Autorizzazione al funzionamento, così come previsto dalla Legge Regionale 3/2008 e ulteriormente specificato nel Decreto della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale n. 1254/2010.

La C.P.E. abilita l’Ente gestore ad intraprendere da subito l’attività dell’unità d’offerta, spostando la fase di vigilanza sulla verifica del servizio in esercizio. In ogni caso la Comunicazione comporta la responsabilità diretta ed esclusiva del gestore dell’unità d’offerta, in ragione di quanto dichiarato e auto-certificato in sede di presentazione.

La C.P.E. deve essere presentata in caso di:

  • messa in esercizio di unità d’offerta afferenti alla rete sociale
  • variazione della capacità ricettiva dell’unità d’offerta
  • trasformazione di unità d’offerta esistenti
  • trasferimento in altra sede di unità d’offerta esistenti
  • cambiamento del soggetto gestore

La C.P.E. non deve essere presentata in caso di:

  • cambio della persona del Legale Rappresentante o dell’Amministratore del soggetto gestore (è sufficiente inviare comunicazione);
  • sperimentazione di un’unità d’offerta innovativa non rientrante nella rete regionale, da concordare preventivamente con l'Azienda Sociale del Cremonese;
  • messa in esercizio di attività sociali tra quelle previste dall’art. 3 - comma 2 - della Legge n.3/2008 e non rientranti nella rete regionale.

Il gestore deve, comunque, garantire il rispetto delle Leggi Regionali o Nazionali in materia di Igiene e Sanità Pubblica, di Sicurezza degli Impianti, di Urbanistica-Edilizia e, nel caso di utilizzo di personale dipendente, il rispetto di quanto stabilito in materia di rapporti di lavoro dalla normativa vigente.

DOVE PRESENTARE LA C.P.E.

Per le Unità di offerta attivate nei territori dell'Ambito di Cremona, la modulistica deve essere contestualmente trasmessa (a mano o con A.R. oppure fatta pervenire a mezzo PEC) a:

  • Azienda Sociale del Cremonese (Via S. Antonio del Fuoco, 9/A - 26100 CREMONA); PEC: aziendasocialecr@pec.it), per esperire l’attività di prima verifica della documentazione presentata.
  • Responsabile Direzione – Servizio Accreditamenti e Controlli Sociosanitari  (ATS della Val Padana, Via San Sebastiano 14/a - 26100 CREMONA); PEC: protocollo@pec.ats-valpadana.it
  • al Comune ove è ubicato il servizio in oggetto

L' Azienda Sociale del Cremonese è delegata a svolgere le funzioni di prima verifica, qualora l'attività preveda una ubicazione in uno dei 47 Comuni dell'Ambito Territoriale di Cremona.

PROCEDURA DI PRESENTAZIONE DELLA C.P.E.

La C.P.E. deve essere presentata dall’Ente gestore dell’unità di offerta all'Azienda Sociale del Cremonese, compilando la specifica modulistica.

La presentazione della C.P.E. deve essere anteriore alla data di effettiva apertura dell’unità di offerta.

Entro 30 giorni lavorativi dalla presentazione della C.P.E., l'Azienda Sociale del Cremonese verifica la completezza della comunicazione e di quanto auto dichiarato, nonché la presenza dei certificati relativi ai requisiti soggettivi.

Effettuate tali verifiche, l'Azienda Sociale del Cremonese invia l’esito della verifica all'ATS competente la visita di vigilanza, che sarà condotta entro 60 giorni dalla data di ricevimento della richiesta.

Entro 75 giorni dalla richiesta presentata all'Azienda Sociale del Cremonese , ATS è tenuta a dare esito dell’attività di vigilanza, inviando il verbale del sopralluogo.

Se l’esito è positivo, la procedura di C.P.E. si conclude.

Nel caso in cui si rilevassero problemi in merito alla mancanza dei requisiti richiesti, l’ATS definirà i termini per adeguarsi alla normativa vigente o richiederà provvedimenti di chiusura o limitazione dell’Unità di offerta.

Ad eccezione della protocollazione della C.P.E. da parte dell'Azienda Sociale del Cremonese e dell’esito di vigilanza da parte dell’ATS, la C.P.E. non necessita di alcun atto formale di autorizzazione o assenso da parte del Comune di ubicazione del servizio.

COME ACCEDERE

 

Per accedere alle strutture sociali, il cittadino deve rivolgersi direttamente alle strutture per conoscere la disponibilità di posti, tariffe e caratteristiche del servizio come previsto nella Carta dei Servizi.

Qualora il cittadino avesse necessità di un sostegno può fare riferimento all'Azienda Sociale del Cremonese.

Sul sito web di Regione Lombardia è possibile visionare e scaricare l'elenco delle Unità di offerta sociali presenti in ogni Ambito Territoriale della Lombardia.

SPORTELLO UDOS AZIENDA SOCIALE DEL CREMONESE

Lo Sportello UdoS svolge anche un’attività di consulenza prima della presentazione della CPE, per l’apertura dell’unità d’offerta.

Referente:

DAVIDE VAIRANI

Azienda Sociale del Cremonese a.s.c.
Via Sant’Antonio del Fuoco, 9/a – 26100 Cremona

Giorni e orari di ricevimento, previo appuntamento telefonico:

Lunedì ore 08:00 – 15:00

Mercoledì orario continuato: ore 08:00 – 16:30

Tel.: 0372 803432

E-mail: unitaoffertasociali@aziendasocialecr.it